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cosa succede dopo dopo

sono tornata.

il fatto che io scriva solo ed esclusivamente quando ho rogne indica chiaramente cosa ne penso della scrittura nel blog. Rimane per me una straordinaria ed insostituibile terapia.

Io e Giacomo ci siamo sposati alla fine, siamo andati a vivere in un piccolo appartamento in città, ho cambiato lavoro e sono in una scuola di frontiera, con delinquenza all’ordine del giorno. Insomma se da un lato la mia vita è nettamente migliorata, dall’altro (quello professionale) è nettamente peggiorata. Vado a scuola, per la prima volta nella mia vita, con crescente preoccupazione. Nel frattempo anche la mia vita personale ne ha risentito, da 12 mesi cerchiamo una gravidanza, che non arriva.

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dove ti siedi?

Ecco l’annosa questione. Io e Viola ci troviamo davanti a un caffè ieri a decidere i tavoli del matrimonio. Viola è cresciuta con me quindi sa tutto: sa chi non sopporta chi della mia famiglia, sa chi viene al nostro matrimonio nella speranza di trovare come nei film l’anima gemella, o per lo meno una one-night-stand.

A noi due si aggiunge poi Silvia che arriva con in mano un calendario 2018. Ci annuncia che ha conosciuto il padre dei suoi figli, anche se lui non lo sa. Io e Viola ci guardiamo perplesse. Non sa che Silvia vuole fare un figlio con lui. Le chiediamo allarmate quando si siano conosciuti, visto che mentre noi stiamo bevendo il caffè, lui dorme nel letto di Silvia. Silvia ci dice che si girano attorno da qualche settimana, che lui è giovane (28), sano, furbo (“sembra che parli di un animale!” ridacchia Viola) e discretamente in carriera. A 28 anni? Sì. Silvia di anni ne ha 33, è anestesista, una bella donna, slanciata molto curata (a parte i capelli che sono sempre in disordine). Corteggiatissima tra i 18 e i 25, Silvia, come tutte noi, si era poi invischiata in una storia senza happy ending tra i 26 e i 30. Nello specifico, lui anestesista (pure lui) era stato bellamente scoperto scopare in uno stanzino tra le scope… con un’infermiera. E non è per fare un’allitterazione. Letteralmente, li hanno scoperti in ospedale in uno stanzino, poi si sono diffuse le chiacchiere e sono arrivate all’orecchio di Silvia, che, furiosa, si è trattenuta a malapena. Ha semplicemente infilato la porta del loro capo e ha raccontato la tresca in orario di lavoro.

E ora Silvia con il calendario alla mano, ci annuncia che il 2018 è l’anno della riproduzione! No, non devo invitarlo alle nozze, non sia mai che lei trovi qualche procreatore migliore.segnaposti

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cosa succede dopo

Ciao a tutti,

mi avete scritto in tanti in questi mesi e io ho risposto poco. Che vergogna! Ma la verità è che sono impegnatissima con: nuovo lavoro, ennesimo trasloco e organizzazione del nostro matrimonio!  Le mie amiche che negli ultimi 3 anni si sono sposate mi dicono che sono folle ad organizzare un matrimonio in pochi mesi ma così è stato deciso. Ci sposiamo prima di Natale! Eccomi quindi alle prese con inviti (ormai inviati), prove abito (ne ho provati tantissimi, forse perchè ho anche visto tantissimi matrimoni e questo mi ha confuso), assaggio menù dei catering (che meraviglia!) e scelta della location. Il tutto accompagnato da scuola nuova, trasloco e pressioni contrastanti! Ma sto bene.

Certamente hanno ragione a dire che preparare un matrimonio è uno degli eventi più stressanti della vita. Non ho voluto una wedding planner, e questo ha complicato un pochino le cose, ma io e Giacomo stiamo seguendo tutto insieme e sono felice che questo sia davvero il NOSTRO matrimonio. Gli incontri per la preparazione della cerimonia sono stati molto toccanti e intensi. Siamo felici.

E’ vero, avevo già iniziato ad organizzare un matrimonio (un altro) anni fa. E questo ogni tanto mi ha messo qualche preoccupazione (e se poi non se ne facesse nulla come l’altra volta?). Ma devo dire che sono stati pensieri passeggeri, dettati più dalla frenesia di dover organizzare tante cose che dalla presenza di FS nei miei pensieri.

Quindi eccomi qui, in attesa della fiorista, il mio giorno libero, a sfogliare immagini del mio bouquet, con il cuore che mi batte pensando al momento in cui vedrò Giacomo sull’altare e lui vedrà me  e spero che mi veda bellissima. Perchè voglio che Giacomo si innamori di me oggi, ieri e domani.

bouquet

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dejadme ser feliz

Siamo arrivati a Barcellona al tramonto. Io ero entusiasta. Barcellona è una delle città in Europa che mi piacciono di più. Al nostro arrivo in aeroporto c’era Jorge, un mio amico di quando vivevo a Bruxelles. Vedendolo oltrepassando la porta d’uscita ho chiesto a Giacomo”Che ci fa qui?” “Ho pensato che ti avrebbe fatto piacere, parli spesso con lui con skype, così l’ho contattato su facebook e stasera ceniamo insieme. Dici sempre che ti dispiace che non abbiate potuto rivedervi.”

L’ho guardato e l’ho amato. Nel frattempo Jorge, con la sua bellissima fidanzata, ci ha abbracciati e baciati. A cena siamo andati alla Paradeta nel Barrio Gotico. Una specie di pescheria con il ristorante annesso. Scegli il pesce fresco che ti ispira di più, scegli la cottura e poi ti siedi. Un tizio grida il tuo numero e tu ti alzi a prenderlo. Abbiamo chiacchierato, mangiato pesce fino a scoppiare e brindato. Mi sembrava di essere tornata a 20 anni. Guardavo Jorge e pensavo che a volte il tempo va troppo in fretta ma che per alcuni momenti miracolosi può tornare indietro. E allora io e Jorge eravamo di nuovo due ventiquattrenni squattrinati pieni di speranze per il futuro. Solo che le speranze per il futuro erano lì, insieme a noi, Lynn incinta di sei mesi, e Giacomo.

Io e Giacomo siamo arrivati in hotel tardissimo. Era bellissimo, Giacomo non ha badato a spese. Mi sono svegliata con il profumo della colazione portata in camera e un mazzo di fiori freschi sul comodino, dei lisianthus bianchi. Ho chiuso gli occhi e li ho riaperti. Non ci si abitua mai alla bellezza, ci sorprende sempre. E per fortuna è così.

Abbiamo fatto una lunga colazione, chiacchierato a letto e poi Giacomo mi ha portata in giro per la città, abbiamo bevuto l’horchata, ci siamo riempiti gli occhi dei colori della Boqueria (e abbiamo fatto uno spuntino) e poi siamo arrivati al mare…

Barceloneta con le sue feste ci ha travolti, inebriati… abbiamo camminato sul lungomare fino al tramonto, abbiamo preso una birra e ci siamo seduti sulla spiaggia. E mentre i colori attorno a noi cambiavano di nuovo lui mi ha chiesto di sposarlo. Non si è inginocchiato, non mi ha fatto una dichiarazione lunga. Mi ha abbracciata mentre guardavamo il mare, mentre io commentavo qualcosa sul collo di un gabbiano, in un momento in cui eravamo sereni e spensierati … e mi ha detto “Mi piacerebbe tanto se ci sposassimo”. Io l’ho guardato e un sospiro che ho trattenuto a lungo, per anni, è finalmente uscito e ho detto “anche a me”.  Ed ero così felice che potevo toccare il mare il cielo la sabbia le nuvole…

E ho pensato alla mia poesia preferita al liceo, Ode al giorno felice di Pablo Neruda.

Questa volta lasciate che sia felice,
non è successo nulla a nessuno,
non sono da nessuna parte,
succede solo che sono felice
fino all’ultimo profondo angolino del cuore.

Camminando, dormendo o scrivendo,
che posso farci, sono felice.
Sono più sterminato dell’erba nelle praterie,
sento la pelle come un albero raggrinzito,
e l’acqua sotto, gli uccelli in cima,
il mare come un anello intorno alla mia vita,
fatta di pane e pietra la terra
l’aria canta come una chitarra.

Tu al mio fianco sulla sabbia, sei sabbia,
tu canti e sei canto.
Il mondo è oggi la mia anima
canto e sabbia, il mondo oggi è la tua bocca,
lasciatemi sulla tua bocca e sulla sabbia
essere felice,
essere felice perché sì,
perché respiro e perché respiri,
essere felice perché tocco il tuo ginocchio
ed è come se toccassi la pelle azzurra del cielo
e la sua freschezza.
Oggi lasciate che sia felice, io e basta,
con o senza tutti, essere felice con l’erba
e la sabbia essere felice con l’aria e la terra,
essere felice con te, con la tua bocca,
essere felice.

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would you like to…

eccomi tornata per raccontare quello di cui forse devo ancora rendermi conto. Non l’ho fatto prima perchè come al solito sono stata assorbita dagli adempimenti di fine scuola, dalle ultime correzioni delle tesine, dagli scrutini, collegi docenti e altri divertimenti.

partiamo con ordine. Giacomo mi chiede di preparare una borsa da viaggio, i documenti, crema solare e scarpe comode. Poi filiamo in aeroporto, io fremo d’attesa. Non sono una super fan delle sorprese, perchè sono curiosissima per natura e se so che c’è qualcosa che non so soffro nell’attesa di scoprirla. Giacomo lo sa e ridacchia guardandomi. Guarda il gate, passiamo i controlli di sicurezza e lui dà il mio documento di viaggio, chiede a una hostess di non farmelo vedere. Lo so che glielo chiede, la hostess sorride, mi guarda e guarda Giacomo, che si fa amare dal primo sguardo. Non perchè sia particolarmente bello (lo è ma di una bellezza delicata), ma è così gentile che tutti sono da subito portati a trovarlo carino. L’hostess parla un secondo con l’addetto alla sicurezza e passiamo. Non so ancora dove andiamo.  Mi ridanno i documenti, -non puoi aprirli- mi dice. L’hostess guarda con complicità Giacomo. Vedo che è felice per noi. Ed è un dono.

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Lui si sposa e lei vorrebbe andare

COPIO qui una mail appena ricevuta che mi lascia perplessa. Non so bene cosa consigliare.

Caterina, cara Caterina, quello che temevo si avvera. Lui mi lascia a 31 anni, perchè non si sente pronto per il grande passo. Poco dopo quasi tutti i suoi amici si sposano. I nostri amici. Nel giro di due anni o si sono sposati o hanno fatto figli. E allora lui conosce Eva, che ha pochissimo a che spartire con me, ma ha qualcosa di incredibile che io non ho avuto. E’ arrivata al momento giusto. E un anno e mezzo dopo il loro incontro si sposano, e si sposano la settimana prossima. E allora a 33 anni mi chiedo: posso andare a vedere? E’ giusto che io esorcizzi questo dolore, vedendolo raggiungere l’altare? Perchè la sua vita è andata avanti mentre la mia è stata costellata di dolore, da qualche relazione inconcludente e molta solitudine. E io non sono una ragazza poco interessante, credo. Sono stata corteggiata molto nei miei 20 anni. Ma a 33 sono stanca, vedo uomini attorno deludenti e odio G. per avermi lasciata così tardi quando il parco macchine per una donna ha ben poco da offrire. E allora vorrei andarlo a vedere, nel suo giorno. Perchè lui ha rovinato la mia vita. E io voglio rovinare almeno 10 secondi del suo giorno. Non perchè io voglia far qualcosa una volta lì. Voglio solo entrare in Chiesa, sedermi e attendere. Vederlo, salutarlo. Vedere il suo nuovo acquisto. Rimanere lì, a sentire quello che diceva a me e ora dice a lei di fronte a tutti. Io voglio vederlo. Perchè lo odio. Ed è così terribile se lo faccio? Qualcuno potrebbe dire che sono pietosa. Invece io non voglio andare lì per piangere o per fare qualche scenata. Ma per vedere, perchè lui impallidisca e mi veda. Perchè mentre va all’altare mentre fa quei metri pensi a me. Non perchè voglia tornare indietro. Ma semplicemente perchè lui mi ha portato via otto anni, e io posso portargli via 8 secondi. Che ne pensi? Sono pazza?