Cronaca di una morte annunciata

10468469_354590054701326_8568516060056307748_o (1)Uno dei miei racconti preferiti è Cronaca di una morte annunciata. Santiago Nasar, accusato di aver tolto l’ onore alla bella Angela Vicario, ripudiata dal marito, viene ucciso dai fratelli di lei. Non è uno spoiler, gia’ il titolo lo dice. Tutti sanno che Santiago verra’ ucciso (a parte lui) ma nessuno fa nulla e l’ autore rivede il suo percorso attraverso gli occhi dei testimoni che moltiplicano il punto di vista. E’ un libro interessantissimo da leggere e da rileggere.

Alla fine (che poi è anche l’ inizio) Santiago muore dilaniato. C’e’  un momento in cui viene descritto il suo entrare in casa con le viscere in mano, ma quello che stupisce il lettore e i personaggi è l’ atteggiamento dignitoso del protagonista (è l’effetto realismo magico: il lettore non si stupisce che il personaggio sia ancora vivo quanto piuttosto di come agisca). Mi è venuta in mente la scena proprio oggi mentre, dopo aver salutato l’ ennesima amica con bambino per mano che mi chiedeva dove fosse FS. Io camminavo e sentivo vuoto, sentivo come se andandosene FS mi avesse tolto le viscere, strappate, aggrovigliate. Lasciate li. E il mio tentativo disperato di far sembrare che tutto va bene mi è sembrato così vano. Così sono qui rintanata in bagno a scrivere questo post, nel bel mezzo del mio pranzo di Natale perchè non mi sembra granchè come argomento di conversazione (Chissà cosa direbbe mia zia che mi sta seduta a fianco!)

So che l’immagine è un pò splatter e poco natalizia ma sul serio non c’è nulla che mi descriva meglio.

Stavano cominciando a far colazione quando videro entrare Santiago Nasar inzuppato di sangue che portava tra le mani il grappolo delle proprie viscere(…). Ma Argénida Lanao, la figlia maggiore, raccontò che Santiago Nasar camminava con la prestanza di sempre, misurando bene i passi, e che il suo volto di saraceno con i ricci sconvolti era più bello che mai. Nel passare di fronte alla tavola sorrise a tutti, e proseguì, attraverso le camere da letto, fino all’uscita posteriore della casa. «Restammo paralizzati dallo spavento» mi disse Argénida Lanao. Mia zia Wenefrida Márquez stava squamando una alosa nel patio della sua casa, dall’altra parte del fiume, e lo vide scendere le scalinate del vecchio molo cercando con passo fermo la direzione di casa sua.
“Santiago, figlio mio” gli gridò, “che ti succede!”
Santiago Nasar la riconobbe.
“È che mi hanno ammazzato, piccola Wene” disse.
Inciampò sull’ultimo scalino, ma si rialzò subito. «Ebbe persino cura di scuotersi con la mano la terra che gli era rimasta sulle trippe» mi disse mia zia Wene. Poi entrò in casa per la porta posteriore, che stava aperta dalle sei, e crollò ventre a terra in cucina.

ps. il disegno è di Mayra Arvizo

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4 thoughts on “Cronaca di una morte annunciata

  1. Ciao Caterina, Cronaca di una morte annunciata era il mio libro preferito a 20 anni. Il tuo post non mi ha fatto voglia di rileggerlo ma mi ha aperto dei ricordi. Caterina, Santiago ha davvero le viscere fuori, tu no. Ti sembra, ma non le hai. Sei viva, ripetitelo, tu sei viva.

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  2. uno spunto per leggere un libro di cui avevo sentito solo nominare il titolo… lo metterò in lista.
    non farti strappare le viscere dai ricordi… so che fa male quando una storia finisce, ma come dice Carlo tu sei ben viva!

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