Kintsugi e Viola

Io non sono sempre stata così. Fino a poco tempo fa mi vantavo di una contagiosa proattività. Non ho mai capito le mie amiche single che si piangevano addosso, né le mie amiche accoppiate che facevano lo stesso. Se si vive una sola volta (e purtroppo io non sono buddista) allora che senso ha perdere tempo dietro a storie senza futuro o infangarsi nell’autocommiserazione? Bisogna agire. E con il mio entusiasmo, dice la mia saggia amica Leila (sì come la principessa), ho trascinato FS che non ha dovuto fare molto in questi anni per me.

Sono sempre stata pronta a cambiare tutto quello che si poteva cambiare, se non funzionava, a migliorare. Questo non vuol dire che sia una persona che apprezza l’usa e getta. Io credo nell’impegno, e nelle riparazioni preziose. Ho scoperto girovagando qualche tempo fa che in Giappone esiste una pratica che consiste nell’utilizzo dell’oro liquido per la riparazione degli oggetti in ceramica, per saldare insieme i cocci. Gli oggetti diventano quindi più preziosi di prima non solo per il valore del metallo ma per quello artistico: ogni ceramica diventa un oggetto unico. La pratica del kintsugi (letteralmente viaggio d’oro) nasce dall’idea che dall’imperfezione e da una ferita possa nascere una forma ancora maggiore di perfezione estetica e interiore, e la rottura che si sottolinea come una nuova forma di unione. E’ un po’ quello che penso io nella vita. Non troveremo mai il nostro esatto pezzo mancante, ma potremo colmare la differenza con l’oro. E sarà ancora più perfetto.

Purtroppo però quello che mi è successo con FS, la sua freddezza nei confronti dei miei tentativi di ricucire di riempire con oro quello che ci separava, ha demolito non solo la parte proattiva di me ma anche tutte le mie certezze ed i dubbi mi assalgono in continuazione. E se avessi…? E se gli avessi detto…? E se non fossi stata…? Se fossi stata meno…? Non lo so nemmeno io. Nel frattempo, scrivo ciclicamente a FS nella speranza che torni sui suoi passi.

Ma se tornasse, dice Leila, tu lo vorresti? Un uomo che ti fa passare per  tutto questo? Lo vorresti uno che ti abbandona e poi ritorna come se niente fosse? Uno che non solo permette ma obbliga la persona che ama a passare per questo calvario? Non pensi di meritare di meglio? Sei diventata quel tipo di donna che noi abbiamo sempre combattuto. Cosa insegni alle tue bambine a scuola? E se Viola tra 19 anni ti raccontasse una cosa analoga, tu cosa le diresti? Ecco ora sapete il mio lavoro. Sono un’insegnante. E adoro i bTea_bowl_fixed_in_the_Kintsugi_method (1)ambini, soprattutto Viola, in prima media perché è acutissima e mi assomiglia tanto. E vorrei tanto avere una bambina come lei in futuro.

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2 thoughts on “Kintsugi e Viola

  1. Sono capitata sul tuo blog per caso (o forse no) e ti ringrazio per aver condiviso la tua esperienza, che adesso è (purtroppo) anche la mia da due mesi e mezzo. Lasciata dopo 13 anni e tanti progetti, mi ritrovo a 27 anni a cercare modi e consigli per cercare di stare meglio, sapendo che purtroppo nulla potrà essermi d’aiuto. Ho deciso di commentare questo post perché rispecchia incredibilmente la mia vita delle ultime settimane: ho scritto anch’io tanto, tantissimo al mio FS, che mi ha lasciata dopo poche settimane di “crisi” perché… non l’ho ancora capito il perché. Dice di voler stare da solo. Anch’io sento i tuoi stessi timori, il tuo stesso dolore e la stessa amara rassegnazione. Anch’io sono un’insegnante. E anch’io mi sono imbattuta qualche settimana fa, per caso, nella storia delle cicatrici d’oro. Ho sperato di poter riempire insieme a lui le cicatrici della nostra storia, ma devo evidentemente farlo da sola, sul mio cuore. Dai post più recenti, spero che tu sia riuscita a rimettere insieme i pezzi della tua vita, o almeno a metterli un po’ in ordine.. io invece spero di trovare la forza per farlo io stessa con la mia vita, un giorno.
    Auguri!

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    • Cara Miche, grazie per avermi scritto. Sto condividendo un cammino, ci sono momenti in cui penso che andrà tutto bene altri che mi sembra di fare molti passi indietro. La cosa più difficile sono le feste. Oggi ad esempio. Vero che sto andando avanti con la mia vita ma mi chiedo ogni giorno se questa sia la direzione giusta. Scrivimi come va, come procede la tua storia che non necessariamente andrà come la mia…Vivevate insieme? Se sì, fatti aiutare da qualcuno per il trasloco. Per me è stato davvero difficile. Ti abbraccio forte!

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