smetterla di scavare

Anita mi ha detto vedendomi assorta durante il nostro tradizionale pranzo post-feste “Smettila di scavare” e mi ha dato una gomitata. Io l’ho guardata un po’ stranita. Per la prima volta non avevo vicino FS. “Pensi davvero che FS continui a pensarci come fai tu?” mi ha chiesto sottovoce. “Lui non ci pensa, e tu non puoi farci niente. Quindi tesoro, almeno pensaci a casa quando non hai niente da fare, ma non pensarci qui. Concediti un po’ di pace”. Ho bevuto un sorso di vino per mandare giù il groppo che sentivo alla gola. “Sei in un fottuto buco, Cat, ma se continui a scavare fai peggio”.

Fede, che ci ascoltava habdce4e8977d46618eba9688de89f99fa aggiunto: “Cat, ieri ho visto Giorgio e quando ha saputo che tu e FS vi siete lasciati mi ha detto testuali: “Ora le scrivo un messaggio. Ti ha scritto?” Ho annuito. La moglie di Fede rideva “Ma le hai detto cos’ha aggiunto mentre digitava freneticamente sulla tastiera? -Io per Cat lascerei Leda-. Ecco vedi sei sola, Cat, ma c’è di peggio”. Mi stavo per soffocare con il vino che non andava giù. Sanno sempre come farmi ridere.

Giorgio è una delle poche persone che sono riuscite a farmi arrabbiare nella vita, abbiamo lavorato insieme per un anno: era uno di quei maschilisti incalliti ottocenteschi che dovrebbero essere già estinti ma per qualche strana ragione esistono ancora. “No, Fede, non posso crederci: non posso credere che abbia detto davvero quello. Non si ricorda che non lo potevo soffrire?”. “Il tempo modifica i nostri ricordi, selezioniamo quello che vogliamo ricordare. E lui ricorda che sei così carina e sorridente. Gli ho detto che ora sei solo carina”. Ho sorriso.

“Smettila di scavare, Cat”.

P.S. Per la cronaca, al messaggio di Giorgio avevo risposto solo: “Auguri”

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6 thoughts on “smetterla di scavare

  1. Ci sono diversi tipi di scavo.
    Mi piace la tua metafora del buco, è quella che uso anche io. Ma il mio buco è precostituito, mi ci trovo dentro e non riesco ad uscire. E anzi, ci sono dei momenti in cui voglio proprio rimanerci dentro. Persone esperte mi dicono che questa si chiama “voluttà del dolore”. E allora, venendo alla tua metafora, lo scavo più profondo del tuo buco corrisponde alla voluttà del dolore. Che, secondo me, sino ad un certo punto, sino al punto in cui non diventa una mania, è positiva. Per un semplice motivo. Perché per quanto tu ti possa sforzare, per quanto profonda sia la conoscenza di un terzo con cui ti confidi, ci sono cose semplicemente inesprimibili, semplicemente inenarrabili, che sia a voce o per iscritto poco conta. E la voluttà del dolore serve a questo, serve a compensare questa incapacità di esprimere completamente il proprio disagio e la propria sofferenza.
    Ma viene un momento in cui è necessario uscire dal buco, e quindi seguendo la tua metafora, smetterla di scavare per approfondirlo ancora.
    Ecco, questo è assolutamente giusto e ragionevole.
    Ma.
    Ma c’è sempre un ma.
    Il ma è che non devi smettere di scavare dentro di te. Non devi smettere di cercare le risposte. Non devi smettere di cercare te stessa. Non devi smettere di interrogarti.
    Perché il dubbio è alla base di tutto. Le certezze sono solo apparenza. Abbiamo un’unica certezza. Che siamo di passaggio. E anche questa certezza è labile perché non ci è dato sapere quanto tempo abbiamo. Sappiamo che abbiamo stampigliata da qualche parte una data di scadenza, ma non sappiamo dove. E per quanto ci sforziamo, non la troveremo. Ecco, cara mia, vivi di dubbi. Ma dubbi sani. Dubbi che ti portino altri dubbi. Vivi il presente, per quel che puoi. E ricorda che nel presente costruisci il tuo futuro, e che il tuo presente è stato costruito nel tuo passato. E lo hai costruito tu, questo tuo presente. Non lo ha costruito FS, né Giorgio, né tua madre né tuo padre. Né Fede né sua moglie. Cito nomi che citi tu, mi limito a questo. Perché non ho certezze e mi limito a farti da specchio. Vivi. Il mondo non finisce dove finisce la tua storia con FS. Il mondo è altro. Il mondo è la tua vita.

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  2. Tesoro scavare non serve… Ahimè ma è normale farlo è umano…i perchè si affollano ma non hai risposte – supponi che cosi placherai i punti iterrogativi … Credimi non sai quanto vorrei risparmiarti questo stillicidio ma sono certa ( e lo sono al 1000×1000) che un giorno – quando non ti renderai neanche più conto – ti accorgi d’improvviso di non pensarci piu cosi spesso e tt assumerà una luce piu sfocatata e tu tornerai a spendete di luce tua

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