Epifania

Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire con esattezza da loro il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme esortandoli: «Andate e informatevi accuratamente del bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo».
Udite le parole del re, essi partirono. Ed ecco la stella, che avevano visto nel suo sorgere, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino.
Al vedere la stella, essi provarono una grandissima gioia.

Allora oggi sono andata in Chiesa per l’Epifania. Epifania significa rivelazione, ed io stamattina vestendomi pensavo che avevo proprio bisogno di quello. Di una Rivelazione.  Quindi sono andata a Messa, con un’aspettativa. E c’era il Vangelo di Matteo e un prete missionario grassottello sorridente. Mi sembrava un buon inizio.

E la sua predica mi è sembrata diretta a me. Riformulo ma il senso era quello: “Ecco, qui la cosa più importante è che i RE MAGI PARTIRONO. Il vangelo non dice che studiarono, che analizzarono i rischi, che considerarono le insidie del cammino. Tutte cose che avrebbero fatto loro desistere dal partire.  Se loro avessero fatto quello che facciamo noi ogni giorno: pensare, ripensare, intimorirci, lasciarci prendere da mille preoccupazioni sarebbero rimasti lì e non avrebbero provato l’immensa gioia nel vedere la stella. Il Vangelo dice proprio così, UDITE LE PAROLE, PARTIRONO e poi l’IMMENSA GIOIA” Ed è questo che dobbiamo fare ogni giorno.

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7 thoughts on “Epifania

  1. Se vuoi una rivelazione (Epifania) ancor più potente dovresti leggere il Tao Te Ching.
    Faccio una piccola premessa. Non perché io lo conosca, ma so che tradurre il cinese è un’impresa titanica. Ciascun ideogramma rappresenta delle emozioni “globali”, mentre i nostri caratteri alfabetici si combinano in parole che hanno un significato quasi sempre univoco e inequivocabile. Per questo esistono moltissime traduzioni del Tao Te Ching, che oltretutto è un testo molto complesso perché negli anni è stato involontariamente rimaneggiato (era scritto su tavolette legate le une alle altre e pare che alcuni legacci rotti abbiano portato a mischiare alcune tavole).
    Detto tutto ciò, che mi serviva solo per contestualizzare un passaggio del libro, nel Tao Te Ching si dice
    “Un viaggio di mille li comincia con un singolo passo”
    Il li era una antica misura cinese che vale circa 500 metri, quindi parliamo di un viaggio di 500 km. Allora questa traduzione significa che se non fai mai il primo passo, quel lungo viaggio non lo farai mai. E significa anche che ogni volta che fai un passo dovresti preoccuparti solo di quello (vivi il presente). E che alla fine un passo dopo l’altro, attraverso tante piccole, minuscole azioni, si arrivano a coprire 500 km.
    Ma c’è anche un’altra traduzione, che io amo particolarmente.
    “Un viaggio di mille li principia da sotto il piede”.
    Cosa significava viaggiare, ai tempi in cui il libro fu scritto? Parliamo della Cina degli Stati Combattenti. Un territorio grande quasi quanto un continente devastato da guerre continue. E allora perché mettersi in viaggio? Col rischio concreto di finire in mano ad un manipolo di guerrieri, di essere derubato dai briganti, di contrarre una malattia mortale, di rimanere senza cibo e senza acqua. Perché? Per una necessità impellente, ad esempio il micro-feudo nel quale si vive è stato conquistato dal nemico. Bisogna fuggire.
    E quindi “principia da sotto il piede” mette l’accento sulla volontà di farlo, quel viaggio. Ad ogni costo. Senza stare a fare troppe valutazioni. E quindi, se devi muoverti, muoviti.
    FS ti ha accannato, come diciamo a Roma. Gira pagina. Il tuo feudo è stato conquistato. Devi necessariamente incamminarti, e muoverti a mille li di distanza. Muoviti.
    Daje. (questo è cino-romanesco 😀 )

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    • mi piace molto “Un viaggio di mille li principia da sotto il piede”. a volte però mi sembra che mi manchi la volontà- sempre più spesso. fare un passo è un’impresa titanica e spesso il compimento del passo, mi porta a farne un altro indietro. Ma intanto prendo la bellissima frase del Tao Te Ching e quella del Vangelo di oggi, come segni di Luce, come indicazioni di un cammino che devo sforzarmi a intraprendere, anche se ora proprio non riesco.

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      • E allora ti do anche un altro passaggio del Tao Te Ching, e la mia personale interpretazione in questa tua situazione.

        Sotto il cielo tutti
        sanno che il bello è bello,
        di qui il brutto,
        sanno che il bene è bene,
        di qui il male.
        È così che
        essere e non-essere si danno nascita fra loro,
        facile e difficile si danno compimento fra loro,
        lungo e corto si danno misura fra loro,
        alto e basso si fanno dislivello fra loro,
        tono e nota si danno armonia fra loro,
        prima e dopo si fanno seguito fra loro.

        Se hai presente il simbolo del Tao, il cerchio diviso in due metà, una bianca e una nera, e con un puntino nero in mezzo alla parte grande del bianco e un puntino bianco nella parte grande del nero, quel simbolo ha molto a che fare con il passaggio precedente.

        Ma andiamo con ordine. Il passo del Tao Te Ching ci dice che non sapremmo cosa sia la luce se non sapessimo cos’è il buio, ma ci dice anche che gli opposti e i contrari convivono dentro di noi. Non siamo tutti bianchi o tutti neri. Siamo vogliosi di agire e magari incapaci di muoverci (come diceva una che ti somiglia… 😉 ) e tutto questo fa parte dell’Universo, e fa parte di noi, in quanto espressione di una minuscola parte dell’universo.

        E veniamo al simbolo, concentrati sui puntini. Il Tao rappresenta l’eterno movimento, la danza dell’Universo, ineffabile e indefinibile, perchè “Il Tao di cui si può parlare non è l’eterno Tao”, possiamo tentare delle rappresentazioni, possiamo cercare dei simboli, possiamo tentare. Ma (come immagino tu sappia) il senso è che non possiamo confondere la mappa con il territorio. Il Tao è il territorio, ma noi abbiamo solo a disposizione una mappa. In questa dinamica eterna, in questo eterno movimento, i puntini stanno ad indicare che una situazione inizia, arriva a maturazione, infine arriva al suo apice (segui la parte nera, che pian piano si allarga sino a diventare preponderante in quella parte di cerchio rispetto al bianco). Ecco, proprio nel momento dell’apice, dell’acme di una qualunque situazione, già nasce il germe del suo opposto. Quel puntino bianco significa il seme del cambiamento. E dal nero nascerà il bianco, il suo opposto, che si svilupperà, giungerà a maturità, ed infine al suo apice, e all’interno, nel momento in cui raggiunge l’apice, c’è il seme nero del suo opposto.
        E così via, a rappresentare come dicevo la danza dell’Universo.

        Sii serena, e cerca la serenità dentro di te. Quella serenità di darà la forza per fare un passo. Ed è già dentro di te, si svilupperà. 🙂

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