Sono Ahmed

“Non sono Charlie, sono Ahmed, il poliziotto ucciso. Charlie ridicolizzava la mia fede e la mia cultura e sono morto difendendo il suo diritto a farlo”, dice il tweet dello scrittore e attivista politico libanese Dyab Abou Jahjah a proposito di
Ahmed Meradet, l’agente di polizia ucciso nell’attentato a Charlie Hebdo.

Ecco un po’ quello che penso io e a cui cercavo di dare forma. Non mi riconosco in Charlie ma mi riconosco nel suo dolore. Nel dolore di Charlie. Quello che è successo è medievale e assolutamente insensato.  E’ insensato perchè tutta la violenza è insensata, ma è insensato anche per i risultati che gli attentatori volevano produrre. Volevano eliminare ma in realtà hanno diffuso. Chi sapeva chi era Charlie l’altro ieri? Nessuno. E oggi? Tutti.

La libertà di espressione va difesa strenuamente, quindi oggi tutti sono Charlie, la mia bacheca facebook è piena di Charlie. Ed è ammirevole.Io sono con Charlie, partecipo al dolore di Charlie. Ma non sono Charlie: io non l’avrei comprata quella rivista per le pubblicazioni anti-cattoliche, razziste, sessite, anti-islamiche. Ma sono con Charlie perchè Charlie aveva il diritto di fare tutto questo. Di dire cose che non mi piacciano, come io ho il diritto di dire cose che non piacciono ad altri.

La strage mi ha atterrita, mi ha lasciato senza parole, mi ha fatto dubitare del senso dell’essere umano. Unamuno diceva di fronte alla brutalità umana: mi fa schifo essere uomo. E io penso lo stesso vedendo queste stragi. Com’è possibile che siamo l’immagine di Dio? mi viene da chiedermi.

Ma la strage mi fa anche temere nuove ondate di stigmatizzazione dei musulmani, guardati con sospetto da chi non li conosce. Da chi non riconosce che ci sono anche gli Ahmed, che magari come me non avrebbero mai comprato quel giornale, ma che difendono strenuamente i diritti fondamentali dell’uomo, tra cui l’esprimersi. Perchè le idee si combattono con altre idee non con la violenza.

E allora come dice il Papa dobbiamo pregare per Parigi (#prayersforparis; il tweet di Francesco), ma non solo per Charlie, per le vittime, ma perchè la violenza non generi altra violenza, perchè non ci siano altre occasioni in cui l’uomo si vergogni di essere uomo.

Un abbraccio,

Cat

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8 thoughts on “Sono Ahmed

  1. Condivido completamente la tua riflessione. La libertà è il diritto di chiunque di dire e scrivere contenuti che altri hanno il diritto di non apprezzare. Abbiamo la libertà di leggere e di non leggere, ma non abbiamo il diritto di annientare chi esprime idee opposte alle nostre.
    L’unico non diritto è quello di ammazzare.
    Mi sono posta anch’io la tua stessa domanda. La mia TL di Twitter è inondata da ieri di foto e pensieri di sostegno a Charlie Hebdo. Non so quanti sapessero della sua esistenza, non so quanti conoscessero la genialità (perché la possedevano davvero) di Wolinski o di Jean Cabut, due dei vignettisti uccisi.
    Ora lo sanno …
    Ti seguo con piacere, davvero. 🙂
    Primula

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    • grazie Primula per il commento e per l’incoraggiamento. Sono felice di avervi trovati tutti, anche se in un momento per me difficile. Poter condividere idee, emozioni con persone lontane ha lo stesso sapore di gettare una bottiglia nel mare, sperando di trovare qualcuno che la prenda. E si prenda per un attimo cura di noi, e non posso che essere felice se tu mi segui con piacere. Passo a leggere il tuo post ora. Un abbraccio. Cat

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  2. Condivido e ri-ricondivido. La libertà d’espressione, d’opinione è un diritto conquistato dalla nostra società a colpi di sudore (e altro). Dobbiamo difenderlo. Ma anche io – che malgrado amo la satirica – non condivido sempre il limite che si vuole “toccare”. Comunque a me piace scherzare sulla mia religione (con sana critica), ma sono più accorto nel satirizzare le altre (eheh, sarei un pessimo caricaturista). Quindi libertà si, ma con giudizio e tatto per quei temi che vanno oltre all’opinione e alla persona, ma che coinvolgono un sistema una parte di una società. Ok, dopo colazione le parole sono ancora un po’ assonnacchiate. Buona giornata.

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  3. Mi piace quello che scrivi. Mi sembra di capire che sei cattolica e che non ami quando la satira scherza su fede e religione: ammiro molto la lucidità del tuo pensiero.

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