il piccolo principe

oggi abbiamo parlato dei libri che ci hanno cambiato la vita a scuola. Io ne ho 4:

– Il piccolo principe

– Il giovane Holden

– Orgoglio e Pregiudizio

– L’insostenibile leggerezza dell’essere

E oggi, proprio oggi, ho visto il nuovo trailer del Piccolo Principe. Che sia un caso? Il Piccolo Principe ricompare ciclicamente nella mia vita, è stato l’ultimo disperato regalo che ho fatto a FS per Natale. “Ricordati.–volevo dirgli- Leggilo e ricordati. Mi hai addomesticata.” Non ho detto nulla. Perchè l’essenziale è invisibile agli occhi, e indicibile a parole. Nel mio cuore speravo che lui avrebbe letto, capito, ricordato.

” Cerco degli amici. Che cosa vuol dire addomesticare?”
” E’ una cosa da molto dimenticata. Vuol dire creare dei legami…”
” Creare dei legami?”
” Certo”, disse la volpe. ” Tu, fino ad ora per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma.se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno uno dell’altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo.”
” Comincio a capire”, disse il piccolo principe. ” C’è un fiore…. Credo che mi abbia addomesticato…”

E allora,  guardo il trailer e ascolto Gabrielle Aplin e mi scendono le lacrime. E stavolta non è solo per FS, ma perchè ho paura che piangerò di nuovo. E’ il rischio di lasciarsi addomesticare.

quali sono i libri che hanno cambiato la vostra vita?

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10 thoughts on “il piccolo principe

  1. Non so se qualche libro mi abbia cambiato la vita, ma se ripenso ai miei libri preferiti – nonostante ne abbia letti moltissimi da allora – i primi che mi vengono in mente sono quelli che ho letto da piccola.
    Quelli di Bianca Pitzorno, di Roahl Dahl (ovunque vadano le h) e i classici per ragazzi (Piccole Donne etc, La Piccola Principessa, Oliver Twist, Il Giardino Segreto, Papà Gambalunga e altri ancora).

    Anche risfogliandoli ora, non so se sia l’infanzia che è rimasta appiccicata loro addosso o il fatto che siano meravigliosi, davvero.
    Forse è perché son libri felici, per tanti motivi 🙂

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  2. Il problema è il lasciarsi addomesticare. Forse è vero quello che diceva una mia amica: “non possiamo addomesticarci perché siamo lupi, ma possiamo imparare a correre in branco”.

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  3. E’ veramente doloroso il momento in cui una relazione termina (“la fine di un amore”), ancora più doloroso se si viene lasciati improvvisamente e la relazione ha avuto una durata importante. Trattasi – psicologicamente parlando – di un evento stressante (anche traumatico) molto intenso: non tutte le persone, da sole, riescono a sopportarlo, elaborarlo (!) oppure ridurne, semplicemente, l’impatto emozionale, desensibilizzandosi. La sofferenza provata dipende, oltre che dalla situazione contingente, dalla soglia di sopportazione individuale e da caratteristiche personologiche, nonché da eventuale predisposizione caratteriale o vulnerabilità biopsichica o sensibilità personale, che dir si voglia (v. in particolare le pagine 26, 27, 65, 68, 80, 89, 175, 236, 249, 262, 277, 286, 358, 402, 449, 474, 539, 540 de “Il manuale pratico del benessere”, patrocinato dal club UNESCO (Ipertesto editore). Comunque in caso di seria difficoltà a superare il momento ed eventuale interferenza importante con la propria vita quotidiana è sempre consigliabile rivolgersi ad un capace ed esperto psicoterapeuta, semplicemente per stare meglio con sé e con gli altri ed affrontare il futuro con maggiore serenità per aprirsi liberamente verso nuove relazioni, più… salutari.

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  4. Cielo d’ottobre.

    Mi ha fatto diventare l’ing. Aerospaziale che sono adesso. Ne ho una copia stampata in italiano. Comprato usato perché fuori commercio da praticamente subito.
    Ho visto prima il film da ragazzino e poi letto libro che ho tra l’altro portato alla maturità.

    È un rifugio quando sono giù di morale…. Accendo la tv… Avvio il dvd e cerco di far mia tutta la voglia di farcela dei rocket boys.

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