goals

di recente ho parlato con Laurence, un giovane frate sudamericano che ho conosciuto un po’ per caso ma che mi è stato subito decisamente simpatico. Ho aiutato Laurence a destreggiarsi con la burocrazia italiana e abbiamo avuto modo di chiacchierare. Ho scoperto di lui queste cose:

  1. a Laurence piace quasi tutto dell’Italia, al primo posto la nostra attenzione per la raccolta differenziata. (che strano che a uno straniero piaccia di più la nostra indole eco-friendly e non dica immediatamente: “cibo italiano)
  2. al secondo posto della classifica delle cose italiane che piacciono a Laurence c’è comunque il cibo
  3. Laurence ha come numero fortunato il 2 anche se non l’ha detto apertamente; infatti, ha due lauree due master, due ex fidanzate e due grandi ambizioni: diventare sacerdote e aprire un centro giovanile, possibilmente con scuola annessa, in una delle zone più pericolose di Buenos Aires
  4. tra le cose che Laurence odia dell’Italia (2) c’è il fatto che la gente faccia figli tardi, che tenda a procrastinare il momento della nascita di un bambino (punto dolente per me) perchè la paternità e maternità vanno vissute da giovani, in un momento in cui si cresce ancora, solo così possiamo aiutare a crescere un’altra creatura, perchè fioriamo con lei, abbiamo tutte le forze che ce lo permettono. alla mia considerazione sul fatto che la crisi economica sta rallentando i tempi di molti, lui ha detto che la crisi è spesso un paravento, e che i bambini non devono essere visti come una spesa ma come una grande ricchezza. In parte ha ragione in parte ha torto, secondo me. Come tutti noi. La cosa che più lo sorprende cmq è che non ci siano bambini, che se ne vedano pochissimi e che quelli che si vedono vengano trattati come oro da tutti. c’è un bambino, tutti si fiondano a guardarlo… perchè è raro. Anche se non dovrebbe esserlo
  5. la seconda cosa che Laurence odia dell’Italia è la burocrazia e qui mi trova in perfetto accordo
  6. Laurence malgrado sia di ampie vedute e davvero lungimirante, non trova giusto che il matrimonio venga aperto ai sacerdoti, essendo quella sacerdotale una scelta di vita dedicata a Qualcuno, Dio. Se un sacerdote si sposasse ed avesse dei figli li amerebbe di più di tutti i ragazzi che gli venissero affidati, perchè il legame che si creerebbe con i propri sarebbe inevitabilmente più forte ed essi avrebbero la priorità. e quindi la scelta del celibato non sarebbe per privare i sacerdoti dell’amore, ma per dar loro più possibilità di esprimerlo, moltiplicarlo e distribuirlo in parti uguali, a tutti. quello del sacerdote, del consacrato non è un impegno che si traduce in un lavoro di 8 ore al giorno, ma è un impegno di ogni giorno, ogni ora, una missione totale..Anche su questo argomento malgrado la sensatezza dell’argomentazione mi trova in parziale disaccordo.
  7. Infine, Laurence alla mia domanda “ma tu sei sempre sicuro della tua strada?” mi dice che lui è sicuro del suo obiettivo, che è la comunione con Dio come sacerdote. E che a volte si trova in difficoltà e lo assillano le domande. E allora ripensa a quello che gli ha detto una volta un suo zio, che l’ha guidato un po’ nel cammino di vita prima ancora che di fede. Se hai un obiettivo, un grande obiettivo e vedi che non riesci a raggiungerlo, non cambiare obiettivo, ma cambia metodo, cambia modo per raggiungerlo. se il tuo grande obiettivo è un matrimonio felice e con tuo marito non va per nulla al mondo cambierai marito ma piuttosto il modo di rapportarti con lui. E questo si applica a tutto. e questo mi trova profondamente e sinceramente d’accordo.

E allora penso che questo incontro di casuale ha avuto poco. Che serve per il mio cammino di vita e voglio condividerlo con voi.

se hai un obiettivo, un grande obiettivo e vedi che non riesci a raggiungerlo, non disperare e soprattutto non cambiare obiettivo, ma cambia metodo per raggiungerlo, prova a percorrere altre strade

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10 thoughts on “goals

      • E cambieresti tutto quello che hai per vivere come in un villaggio kenyota pur avendo attorno tutti che continuano a vivere in quello che ti appartiene?
        Indipendentemente dal farsi – verissimo – o non farsi troppo problemi, ognuno appartiene al proprio mondo

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      • dico solo che a volte la pensiamo in una data maniera perchè la pensano così quelli che abbiamo attorno, che percepiamo un problema come tale solo perchè altri intorno a noi lo reputano così…

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      • Sicuramente, ma non mi pare il discorso figli – che vedo un po’ più complesso, ma non ne ho quindi non saprei – l’esempio più applicabile a questo ragionamento, piuttosto ai vestiti di marca o cenare fuori almeno una volta a settimana

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  1. Non sono d’accordo sul fatto che i figli si facciano quando si deve ancora crescere. Crescere è una faticaccia, se oltre a farlo per te devi farlo con un infante il livello di difficoltà aumenta esponenzialmente. Poi a oguno la sua opinione…

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  2. sono d’accordo che i figli non debbano essere visti come un ingombro (oggigiorno li si percepisce come tale, una gravidanza inattesa è vissuta come un dramma), ma è anche vero che hanno diritto a una vita tranquilla. Come gli si può garantire una vita tranquilla senza uno stipendio?

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    • perfettamente d’accordo.. è quello che ho detto io. lui mi ha risposto che a volte uno non aspetta solo ad avere uno stipendio ma anche abbastanza risparmi, anche magari un mutuo o una casa, una macchina nuova. poi quando ha tutte le comodità può avere un figlio.e non tutte queste comodità sono imprescindibili

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  3. ciao leggo sempre il tuo blog anche se non intervengo quasi mai. Purtroppo mi trovo in una situazione altrettanto spiacevole…lui è molto più grande di me ma con la stessa paura di impegnarsi..pensavo che la sue età fosse una garanzia per avere delle buone basi invece nel momento in cui ho bisogno di lui, nel momento in cui vorrei iniziare a costruire qualcosa lui inventa mille scuse per non fare un alcun progetto e (purtroppo questo l’ho scoperto a malincuore, con mezzi poco leciti) non aspetta altro che essere lasciato per poter conoscere nuove persone…per fortuna ho un buon antidepressivo ( il lavoro) che per me rimane la cosa fondamentale..
    ma riguardo al tuo caso, come va con Giacomo? E la terapia, aiuta? Spero di non essere troppo indelicata :))

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    • cara marty, no non sei indelicata. l’obiettivo è condividere in questo blog e anche in terapia. vado molto poco ultimamente dalla terapista, soprattutto perchè mi manca il tempo, sono infinitamente grata al lavoro che ha fatto con me e non so come ringraziarla. con giacomo va bene, siamo andati a un matrimonio in liguria questo fine settimana e abbiamo passato dei momenti molto belli. sono felice, a momenti mi si stringe il cuore, altri (sempre meno) vorrei fuggire perchè ho paura… ma credo che questo sia l’amore.

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