How deep is your love

How deep is your love?
Is it like the ocean?

Dal carteggio con un lettore del blog, che ha affrontato un’esperienza di vita simile alla mia, condivido parte della mia ultima mail per lui.

…ma dimmi tutta questa libertà nei costumi, nelle relazioni, questa leggerezza nel prendersi e nel lasciarsi non ha forse reso più effimere le relazioni che mettono radici superficiali proprio per non affondare troppo, per non legare troppo? E allora, se fossimo nati, io e te, anni fa non avremmo continuato di certo la nostra relazione? Forse avremmo affrontato le difficoltà in altro modo, avremmo visto come unica scelta quella di proseguire (e lo stesso avrebbero fatto B e FS), avremmo preso in mano la nostra relazione, tu con B e io con FS e avremmo visto cosa c’era da salvare e da lì saremmo ripartiti? Ecco. Sarebbe stata una fatica ma ci avremmo provato. E forse avrebbe funzionato.
Gli alberi genealogici dei miei studenti si biforcano, si triplicano in “fidanzato di mia madre”, “figlio di mio padre e della sua ex moglie” e uno studente su due ha genitori separati. Sono più felici?
La mia non è un’accusa al divorzio, nè una posizione bigotta e retrogadra, ma vuol essere un semplice interrogarsi sulla normalità delle separazioni, sulla leggerezza con cui si affrontano divorzi, le separazioni. E se la legge sul divorzio ha reso la vita migliore a molti non sono sicura che si possa dire lo stesso della banalizzazione del divorzio, della separazione, che dev’essere a mio avviso un estremo rimedio. Ma io sono la sorella di Jane Austen, forse.

 

Amici sono tornata, di nuovo connessa, e spero che voi abbiate ancora voglia di leggermi ma soprattutto di rispondermi. AM I Jane? …. E ….love

how deep is our love today? quanto è profondo DAVVERO l’amore oggi?

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3 thoughts on “How deep is your love

  1. Forse la banalizzazione della separazione ha reso da una parte più superficiali, dall’altra ha generato un logorio e un tira e molla sentimentale. Ci si impastoia subito a dire “ti amo”, talvolta ci si sposa in fretta e poi ci si lascia perché non si vogliono superare le difficoltà. Forse.

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  2. D’accordo, da non credente, sulla banalizzazione delle separazioni. Vale a dire sul rifiuto che essa comporta non di sopportare una situazione difficile tirando dritto (non siamo nati per soffrire), ma di adoperarsi per capirne le ragioni e accettare di mettersi in discussione agendo concretamente sulle cause. Per arrivare a un’intesa reale, o a una separazione più consapevole e non fatta semplicemente sull’onda di una nuova relazione esaltante scartando la precedente. Divorzio e separazione son cose sacrosante, non ci rinuncerei mai, ma la totale deresponsabilizzazione del comportamento in coppia quella no, non mi convince. Ma vai a fare questo discorso, nessuno capirebbe.

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