siamo tutti dis-abili

io ad esempio non mi so orientare.

mi so perdere in luoghi che conoscono, che frequento da tempo.

per me l’orientamento è sconosciuto, non riesco a figurarmi i posti nello spazio e ovvio a questo deficit usando navigatori e cartine (adoro le mappe delle città forse proprio perchè mi salvano la vita e un sacco di tempo).

recentemente degli scienziati hanno vinto il Nobel per aver trovato dove risiede nel cervello il nostro GPS interno; si tratta di una scoperta epocale che permette anche ulteriori sviluppi nella ricerca per prevenzione e cura di Alzheimer (uno dei primi sintomi è proprio l’incapacità di ritrovare la strada di casa – nel mio caso non avendo mai avuto senso dell’orientamento questo non può essere considerato un sintomo!!!!).

se la gente venisse giudicata, valutata in base a questa abilità io verrei considerata disabile.

e mentre guardo Sanremo e vedo Enzo Bosso gioire della sua esistenza, mi interrogo sulla mia, sulle mie infelicità, e sul lato effimero delle stesse.

E contemporaneamente come fare a far capire ai miei alunni che “nessuno visto da vicino è normale”, e che tutti noi abbiamo bisogno di essere accettati, accolti e amati.

Per quello che siamo, senza nasconderci, riconoscendo i nostri difetti (che difficile) e non imputando ad altri quello che in realtà noi in primis non riusciamo a fare.

e voi in cosa vi sentite dis-abili?

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5 thoughts on “siamo tutti dis-abili

  1. A me se spiegano una cosa non la capisco.
    Cioe` io o apprendo da solo oppure se mi dicono “devi fare cosi` cosi` e cosi`” io non riesco a farlo e piu` mi dicono devi fare cosi` e piu` mi inceppo. Non so dove sia il problema, forse nel fatto che mentre me lo dicono sono cosi` concentrato a dirmi “devi apprendere, devi apprendere” che poi in realta` ascolto le informazioni ma non le assimilo.
    Tutto cio` mi fa sentire molto inabile.

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  2. Condivido con te l’assoluta incapacità di orientarmi. Senza cartina in mano sono un gran disastro. Ma proprio grande!!! Sarà difficile, ma il fatto di dover insegnare ai bambini che “nessuno da vicino è normale” è un’immensa opportunità. Pensa a quanto è bello e importante il tuo lavoro. 🙂 Grazie per avermi fatto scoprire questo bellissimo cortometraggio.

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  3. Nemmeno io sono un manico ad orientarmi.. Dicono sia una peculiarità più tipicamente femminile, chissà se ha una base fisica come luogo comune, mah.

    Comunque sulla logica della diversa abilità vs disabilità, è molto bello il lavoro di Canevaro, pedagogista se non ricordo male. Si chiamava – se la memoria non m’inganna come l’orientamento – logica del quadro aperto.

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