tell me honestly

If I showed you my flaws
If I couldn’t be strong
Tell me honestly
Would you still love me the same?

Riapro la mail e trovo qualche indirizzo nuovo. Ammetto di non essere riuscita a scrivere molto ultimamente, ma il tempo mi sfugge tra le dita (tra scuola e concorso). Qualche commento recente parla di “donne in rinascita”, io rispondo “in ricerca”.

Non sono qui a piangermi addosso ma non me la sento nemmeno di definire la mia una “rinascita”, si tratta piuttosto di una ricerca che mi ha portato ad aprirmi a molte persone, a mostrare, in maniera del tutto inaspettata, le mie fragilità. “Cat, quando ti sei messa a piangere, io non sapevo cosa fare, io ti conosco da 15 anni e non ti ho MAI vista piangere, se non di gioia”.

Io non mostro le mie debolezze.

O meglio, non le mostravo.

Ora capita.

E mentre parlo con un padre di un alunno, trovo in lui affinità. Di fronte alla complessità, di fronte alla vita familiare, la lontananza di lavori, “io pensavo di potermi aprire con mia moglie, di potermi mostrare preoccupato, io l’ho sempre protetta, accolta, accudita. Per la prima volta nella mia vita, avevo bisogno di qualcosa in più da lei e pensavo che lei avrebbe capito. Ho dovuto chiudere l’azienda che aveva fondato mio padre e trasferirmi. Per tutto il tempo di crisi (economica) ho rassicurato tutta la famiglia, non ho fatto mancare nulla. Quando ho preso la durissima decisione, mi sono fatto vedere forte da loro. Ho trovato un nuovo lavoro, purtroppo lontano. Una sera sono crollato: avevo bisogno di una spalla, lei. E ho condiviso con lei, perchè stare con qualcuno significa condividere, forse, anche se non ero abituato. Mi sembrava la scelta giusta. E mantenevo comunque il mio ottimismo, ero fiducioso che seppur in tempi difficili la nostra relazione stesse maturando” Invece mi ha lasciato, dicendomi che non ero più lo stesso, che ero sempre stato forte, che così mi voleva.” E rigira la fede sul dito. Io lo guardo. E lui mi dice ” C’è un altro, sa. C’è sempre qualcuno pronto. Il ragazzo verrà a vivere con me, lei ha detto che ha bisogno d’aria, che lui la tratta come una principessa, ma chi glielo dice a G? “

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4 thoughts on “tell me honestly

  1. Brutta storia..

    solidarietà per te, poi passa e le cose migliorano, mostrare le fragilità significa essere più liberi in fondo, è una cosa positiva.

    La mamma di quell’alunno forse avrà altri motivi, ognuno ha la propria storia quindi giudicare è un meccanismo insulso in questi casi, messa come l’ha avvertita lui forse lei è davvero una stronza, ma anche se fosse è un suo diritto. Che le si può dire.. solidarietà anche a lui.

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