non sempre

tall_grass_by_eikei_stock.jpguna delle cose che in assoluto adoro fare è prendere un plaid, un libro e un cuscino e stendermi nei prati. I miei genitori vivono in collina e io l’ho sempre fatto, fin da quando avevo imparato a leggere. Mia mamma alle elementari voleva che io fossi visibile dalla finestra del bagno, che si affaccia su un pezzo di collina non edificata, non avevo scelta. Poi le mie peregrinazioni hanno avuto più largo respiro. “Non capisco perchè non stai nel nostro giardino!”.

Io le spiegavo che per leggere avevo bisogno di spazio. Lei perplessa diceva che il nostro giardino era grande e io le dicevo che non era la stessa cosa. io non volevo vedere i recinti. perchè se si legge, si deve leggere senza cancelli, senza vedere attorno il prato inglese; se si legge, e si legge bene, si deve leggere tra l’erba alta, con i grilli che saltano. “ci sono le zecche, un giorno ti prendi una zecca” diceva mia zia. io non ne ho mai presa una, credo. e ora sono di nuovo qui, che scrivo in mezzo alla stessa erba, agli stessi grilli, con il sole che mi infastidisce ma mi fa felice allo stesso tempo. e mi sento come se avessi sei anni di nuovo, e affiorano desideri, sogni e fiducia.

tutto cambia, certo Eraclito.

ma non sempre.

 

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