sposarsi a 18

a.s. 2010/2011

il primo anno che lavoravo in una scuola è successa una cosa strana e normale allo stesso tempo. Strana perchè una mia alunna il giorno successivo al suo diciottesimo compleanno è scomparsa, almeno è scomparsa dalla mia vita. Improvvisamente non è più venuta a scuola, abbiamo provato a chiamare la famiglia, che immediatamente ci ha rassicurati dicendo che si erano trasferiti.

Amen

Ci siamo scocciati un po’ perchè non sapevamo nulla ma tant’è. Succede che la gente debba trasferirsi lastminute. E’ piuttosto normale.

2016

trovo per caso la mia alunna di un tempo, con lei un bambino di due anni. Faccio rapidamente i conti. Lei ne dovrebbe avere 24, 7 meno di me. La guardo e lei mi riconosce, mi abbraccia e mi dice che è felicissima di vedermi. Andiamo a bere un caffè. Io, lei e il suo bambino. Sembrano molto felici. Mi racconta che è sposata da sei anni. Da quando ne aveva 18. I genitori le avevano combinato il matrimonio, si è sposata una settimana dopo il suo diciottesimo, cinque giorni dopo aver conosciuto il suo futuro sposo. Io sono senza parole, agghiacciata. Mi aspetto che lei scoppi in lacrime e mi chieda di salvarla. Invece sorride, continua a sorridere, come faceva in classe. E mi dice che all’inizio non era molto convinta, ma i genitori fanno per i figli il loro bene, anzi scelgono per i figli mariti/mogli con ancora più accortezza che se lo facessero per loro. Io deglutisco e sto a sentire. Lei aveva trovato un marito gentile, rispettoso e allegro. “Balla sempre” mi dice. Anche il suo bambino balla. E tutte le mie convinzioni traballano.

Le chiedo se non avesse preferito scegliere lei il marito, ma lei serenamente risponde di no,forse non avrebbe funzionato. “Ma come?”le dico”l’amore è il pilastro su cui fondare un rapporto solido. Tu sei stata fortunata, ti sei innamorata di tuo marito, ma non puoi generalizzare”. Lei mi spiega che in questo tipo di matrimonio anche se il sentimento non c’è subito, nasce, con impegno, dedizione, nella convinzione che quello sia davvero il matrimonio migliore per loro.

In India abbiamo un proverbio, dice, “Un matrimonio combinato è una zuppa tiepida che piano piano tenuta sul fuoco in casa si scalda. Un matrimonio d’amore è una zuppa calda, messa fuori al fresco, piano piano si raffredda” ecco le parole esatte esatte non le ricordo, ma il senso era quello.

Io rimango senza parole.

Intanto la mia exalunna guarda le mie mani. “No, non mi sono sposata alla fine” dico. “Oh, mi dispiace, ricordo che ci eravamo innamorate tutte del suo fascinoso fidanzato, quando l’aveva accompagnata per andare in gita”.

Già.

L’innamoramento non è proprio un gran pilastro.

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7 thoughts on “sposarsi a 18

    • ecco su questo abbiamo discusso. anche io non riesco a trovare un senso. ma vedevo la ragazza sinceramente serena e non volevo amareggiarla, sinceramente mi è sembrata molto più felice di molte coetanee universitarie e non mi sono sentita di mettere in discussione nulla. le ho solo detto che è ancora molto giovane, che può fare il diploma serale, che la aiuterò se avrà voglia. non credo che lo farà, ma era felice che mi fossi offerta

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  1. Sono i casi della vita, ci può anche stare che vada a finire che proprio col tipo del matrimonio combinato le cose vadano meglio che col compagno di vita scelto dalla donna stessa, ma, honestly, mi sa tanto un cliché da film; diciamo piuttosto che avendo una certa cultura quel matrimonio e quel marito te lo fai stare bene per forza, per non deludere la famiglia, per non ribellarti, il divorzio sarebbe inopportuno e scandaloso. Preferisco di gran lunga la libertà di scegliere, non solo di scegliere chi amare, ma soprattutto di scegliere di fare un’altra vita a soli diciotto anni, di poter continuare a studiare, viaggiare, laurearsi e lavorare…il tempo per la famiglia si trova sempre, semmai, e se lo si vuole, dopo.

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    • sono d’accordo con te ma dalla mia esperienza un’eccessiva libertà di buttare all’aria tutto perchè nulla è sacro, nulla ti vincola davvero se non la tua stessa libertà non rende felici…ma alla spasmodica ricerca di un piacere effimero, di un innamoramento labile che se non contornato da impegno, rispetto (per sè. per l’altro, per la famiglia) non vale nulla, non scalda e non fa soprattutto famiglia

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