che succede dopo?

tante persone mi scrivono chiedendo cosa succede dopo. io per ora non lo so, tra qualche mese compirò 32 anni e malgrado io abbia fatto dei grandi passi avanti, non ho vissuto quello che avevo letto in altri siti/libri ecc… non ho conosciuto qualche mese dopo l’Uomo della mia vita, non l’ho sposato, non sono incinta.

Sono ancora qui. In attesa. E non è facile. Ma non è nemmeno terribilmente difficile. Ma io non so cosa succede dopo, anche perchè chi mi scrive e ha una storia simile alla mia,  spesso è incagliato in una situazione dolorosa, e io allora aiuto, sinceramente cerco di alleviare il dispiacere, con conforto, empatia, speranza. Perchè, ecco, una delle cose che non ho mai perso, per fortuna è stata la speranza. Poi quando i miei lettori finalmente recuperano la loro vita, non mi scrivono più e io penso di aver davvero compiuto il mio compito 🙂 insomma, sono felice che non abbiano più bisogno di me. A volte però sono curiosa di sapere come è andata a loro perchè anche se le nostre sembrano “storie create con lo stampino” sono personalissime ed uniche… e spero che per ogni cuore spezzato che mi ha scritto in questi due anni ci sia un cuore ricolmo di gioia ora.

Tuttavia, ultimamente mi sento in difficoltà, perchè forse non sono la persona più adeguata…ma sono sicura che voi saprete aiutare A. oggi, come avete fatto con me, in passato

Ciao Caterina,

Chissà quante mail riceverai, probabilmente tutte uguali, storie create con lo stampino. Eppure ognuno di noi si sente così unico e solo nel proprio dolore che sembra interminabile.
Leggere il tuo blog mi sta dando una mano perchè ci ritrovo (oltre che moltissimo della mia storia) anche il crudo realismo di quello che è il dolore in questi casi.
I parenti, gli amici che ti dicono che devi uscire, reagire, sorridere e io che esco, reagisco, sorrido e più lo faccio il vuoto dentro di me diventa sempre più grande.
Io di anni ne ho 32, ma anche i miei di anni passati con lui erano 6, di cui 4 di convivenza, prima dello scatafascio.
Ho bisogno di sapere che questo dolore lascerà il posto a qualcos’altro e che ho ancora una speranza di realizzare il mio sogno di avere una famiglia, perchè al momento mi sento fuori tempo e nonostante la mamma continui a ripetere “ma vaaa sei giovanissima”, io so dentro di me che il tempo che riuscirò a riprendermi da questo dolore sarà passato ancora altro tempo, tempo che non tornerà più e che toglie speranza ai miei sogni. Ed è inevitabile pensare che anche se quel sogno si realizzerà forse non sarà più la stessa cosa, non avrà più quell’entusiasmo, purezza che erano prima nel mio cuore.
Come si fa? È vero per davvero che “poi se ne ride”, “che si ritorna ad amare come prima”?
Grazie per aver condiviso la tua esperienza, aiuta molto le persone che soffrono allo stesso modo.
A.
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7 thoughts on “che succede dopo?

  1. Se ne esce sempre, ma bisogna darsi il tempo di elaborare. A mio modesto parere, non ha senso sorridere, uscire e fingere che niente sia accaduto se si hanno ancora le lacrime in tasca. Bisogna affrontare il vuoto e riempirlo con se stessi, piano piano.

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  2. Un tempo a 32 anni una donna era considerata “fuori mercato”. Era “vecchia”, incapace di procreare, inutile essere umano degno di avere una famiglia. Oggi conosco molte trent’enni ancora single e alla ricerca di un uomo. Sono giovani, fresche nel cuore e nell’anima ed ognuno di loro ha avuto almeno una storia che le ha lacerate dentro. C’è chi ha scoperto che il fidanzato era omosessuale, chi credeva che quell’uomo potesse cambiare, darsi da fare per un lavoro ed invece viveva del sussidio dei genitori. Un’altra, ad esempio, sperava che l’uomo di cui lei era l’amante, mollasse moglie e famiglia per andare a vivere insieme, ed è rimasta con un pugno di mosche in mano, ma con la voglia di iniziare da capo. Credo che se vivi con la convinzione che ogni lasciata è persa, e che obbligatoriamente devi trovare qualcuno, non riuscirai a raggiungere il tuo sogno. Le cose vengono da se, può darsi che oggi trovi l’amore come lo troverai fra qualche mese, ma lascia che il tempo chiudi le ferite e che le cicatrici possano essere la dimostrazione che tu, un tempo, hai vissuto qualcosa. Qualcosa che oggi ti ha reso una giovane 32 enne alla ricerca della sua storia.

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  3. Il mio consiglio è: fa come ti senti, come direbbe mia nonna.
    Lasciati stare male, malissimo, schifosamente e poi lascia che stare così ti stufi della grossa.
    Sarà molto bello, tra qualche mese, arrivare a metà pomeriggio e accorgersi che non avevi fatto caso, come negli ultimi giorni non lo stessi nemmeno pensando più.

    Non farti prendere dalla foga di entrare in cartoline preimpostate: partner, mamma, etc, se non stai bene non è il sistema per sentirsi sollevati.

    Il tempo ce l’hai, usarlo bene è spenderlo per sentirti bene, non ti preoccupare.

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  4. Grazie mille a tutte. Cerco di andare avanti passo dopo passo senza crearmi obiettivi troppo grandi, prendendomi i miei tempi. Quello che dite è tutto vero, so in fondo che ce la farò, solo che a volte forse c’è bisogno di sostegno, di sentirselo dire e confrontarsi con persone che conoscono/hanno conosciuto lo stesso dolore. Grazie davvero, anche se abbiamo una tastiera di distanza, le vostre parole riescono ad arrivare e aiutare!

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  5. Cara A. e cara Caterina,
    scrivo ad entrambe per dare la mia testimonianza ad A. e per ringraziare Cat di avere aperto questo blog.
    (Io di anni ne ho 31 e puoi leggere la mia storia in risposta alla presentazione di Caterina).
    Ormai per me e’ passato piu’ di un anno ed io mi ero appena sposata…solo 2 mesi prima che la mia vita crollasse come un castello di carte.
    Io non mi sono sforzata di uscire, ne di sorridere…ero semplicemente devastata dal dolore. Mi sforzavo solo sul luogo di lavoro (ovviamente), dopo di che’ tornavo a casa e il pianto irrefrenabile iniziava e continuava fino alla mattina dopo. E’ stato un anno terribile, difficile, pieno di rabbia, incredulita’, tristezza e dolore. Ma ho lasciato che tutti questi sentimenti venissero fuori per viverli in pieno e poi, piano piano, molto lentamente ho iniziato a reagire. Ma devi darti tempo A., tutto quello di cui hai bisogno.
    Non so e non posso dirti quanto…ma tanto!
    Ho sempre pensato anch’io: “se quel sogno si realizzerà forse non sarà più la stessa cosa, non avrà più quell’entusiasmo, purezza che erano prima nel mio cuore.” ma poi un giorno non troppo lontano qualcuno mi ha dimostrato che mi sbagliavo di grosso. Ovviamente penso anche che le donne come noi avranno sempre nel cuore un angolino per la paura che succeda di nuovo, che si senta di nuovo quel dolore devastante che toglie il respiro e disorienta. Ma penso che ogni storia d’amore sia a se stante e fatta da DUE persone, quindi quando arrivera’ per te il momento di aprirti di nuovo ad una persona, quella persona sara’ in grado di accettare le tue nuove debolezze e paure (altrimenti sarebbe di nuovo la persona sbagliata!) e cosi’ facendo tu sentirai di nuovo l’entusiasmo di amare (lo so…ti sembra impossibile adesso ed e’ giusto che sia cosi per ora!).
    Nella tradizione giapponese c’e’ una tecnica chiamata kintsugi, che ripara gli oggetti di ceramica rotti e poi decora le crepe con oro. Questo perche’ si crede che le cicatrici non vadano nascoste, ma quelle cicatrici abbellite con il metallo prezioso rappresentano la storia di quell’oggetto che cosi’ e’ diventato ancora piu’ prezioso e bello. Io ho davvero preso una ciotolina di ceramica e dopo averla rotta, l’ho incollata e decorata, cosi’ ogni volta che ho un momento in cui mi sento giu’, c’e’ qualcosa che mi ricorda che quelle cicatrici mi rendono una persona fortificata e fanno parte della mia storia.
    Non credo che un giorno “ne riderai”, ma sicuramente un giorno arriverai a pensarci e a guardare con estremo orgoglio nello specchio la tua immagine riflessa con le tue cicatrici perche’ sei riuscita a rialzarti (nonostante oggi ti possa sembrare impossibile).
    Un volta Adenauer ha detto “cadere non e’ pericoloso, ne’ disonorevole, ma non rialzarsi e’ tutte e due le cose”.
    Quindi prenditi il TUO tempo e vedrai che quando sarai riuscita ad elaborare tutto quello che TI e’ successo con i TUOI tempi e i TUOI modi, inizierai a rialzarti e fare un passo alla vota.
    Nessuno puo’ dirti quando e come (anche se probabilmente adesso vorresti disperatamente che qualcuno te lo dicesse), ma succedera’…
    E infine, a proposito dei 30, 31, 32, 35 anni…smettiamo di pensare che i sogni sono in scadenza. Tutte le donne della mia famiglia, la mia mamma, le mie nonne hanno avuto amori e figli dopo i 35 anni e tutte hanno e hanno avuto vite piene!
    Ti – Vi – Ci auguro di trovare la serenita’ dopo il dolore e per chi lo desidera, un nuovo amore onesto, sincero, profondo, appagante che scalda davvero il cuore!

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    • Grazie delle tue parole, ho letto la tua storia e mi dispiace molto, so anche io sulla mia pelle quanto sia dura, anche se io non mi sono sposata. Il tempo è importantissimo, e hai ragione è necessario prendersi tutto quello di cui si ha bisogno. A volte si cerca di essere forti e “reagire” anche per gli altri, per la famiglia che soffre a vederci così, per gli amici. Ma quello che hai detto è giusto, devo prendermi il mio spazio e il mio tempo.
      Sì, vorrei che qualcuno mi dicesse quando passerà 🙂 Cerco di ripetermi ogni giorno che anche se non so quando, succederà che un giorno il dolore sarà più tenue e starò meglio..per ora sono passati solo 3 mesi scarsi e sono ancora sotto ad un treno, ma probabilmente va bene così.
      Ti ringrazio per avermi fatto vedere che la luce in fondo al tunnel c’è, e che ce la posso fare, e che queste cicatrici faranno parte di me in un modo così bello.

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