è una casa così grande l’assenza

Copio qui parte della risposta che ho dato a Chiara, la lettrice che ha perso il fidanzato, volato in cielo prima del matrimonio.

Cara Chiara,

quando io e FS ci eravamo lasciati c’era sempre qualche amica mi diceva: “ti capisco, ti ricordi anni fa quando X mi ha lasciato?….”. E io mi infastidivo. Non lo davo a vedere ma mi infastidivo perchè pensavo “sì, ma siete stati insieme meno di sei anni/sì ma eravate più giovani/sì ma non dovevate sposarvi”. IO ERO QUELLA CHE AVEVA SOFFERTO DI PIU. NESSUNO POTEVA CAPIRE. Tanto meno le mie amiche, che alla fine avevano trovato l’uomo della loro vita, se l’erano sposato o erano in procinto di farlo. Tutti mi sembravano più felici di me. Io non lo dicevo perchè capivo che erano in buona fede, capivo la ragione per cui mi dicevano quelle cose. Per farmi reagire. Per dirmi che tutto si supera, e non con discorsi astratti, ma con esperienza vissuta. Eppure per me non erano credibili, come non lo sono io ora per te, suppongo.
Con il tempo ho capito che la scala di dolori non serve a nulla, paragonare la fetta che è toccata a te e quella che è toccata a me non è utile, perchè non ci porterà in alcun modo a scambiarci le esistenze.

E quindi cosa posso dirti? Posso dirti cosa puoi fare ora. Sono passati due anni dal tuo lutto, un tempo considerevole anche se non completamente sanatore. Hai iniziato a chiederti come agire. E’ un meraviglioso passo avanti. Ma non camminare da sola. Accogli aiuto da amici e famiglia. In caso, ricorri a uno psicologo.

E poi posso dirti un’altra cosa, più dolorosa forse. Non era lui. Non era lui l’uomo della tua vita. Ripetitelo. Altrimenti continuerai a vivere nel passato. Lui è stato l’uomo di una stagione della tua vita: forse una primavera! Una primavera piena di fiori, uccellini, ruscelli. MA quella che ti attende è l’ESTATE, in cui si raccolgono i frutti, in cui la luce illumina tutto, in cui si cresce e si ama. ancora…

Tu dirai…. ma se i fiori sono sfioriti? che frutti nascono? Cara Chiara, hai perso un ragazzo meraviglioso che ti ha colmata d’amore, e quell’amore non te lo toglie nessuno. TU ce l’hai. E’ un serbatoio d’amore che ti servirà per iniziare una nuova vita, e una nuova relazione.
E quando arriverà qualcuno cosa dovrai fare? Non sarà mai all’altezza di Carlo?  Chiara, non fare paragoni, sono ingiusti. Vivi. Vivi l’eredità dell’amore che hai ricevuto e condividilo, positivamente, con fiducia. E sarete felici. E anche il tuo amato Carlo sarà felice. E continuerà con amore a vegliarti dall’alto e gioirà con te.

Quindi se non reagisci per te, reagisci per lui.Vivi la tua e la sua vita. C’è una poesia di Pablo Neruda che, pochi anni prima di morire decide di dare dei consigli alla sua Matilde.Ecco la versione in Italiano:
Se muoio sopravvivimi con tanta forza pura
da risvegliare la furia del pallido e del freddo,
da sud a sud alza i tuoi occhi indelebili,
da sole a sole suoni la tua bocca di chitarra.
Non voglio che vacillino il tuo riso nè i tuoi passi,
non voglio che muoia la mia eredità di gioia,
non bussare al mio petto, sono assente.
Vivi nella mia assenza come in una casa.
E’ una casa così grande l’assenza
che entrerai in essa attraverso i muri
e appenderai i quadri nell’aria.
E’ una casa così trasparente l’assenza
che senza vita io ti vedrò vivere
e se soffri, amor mio, morirò di nuovo.”

Pablo Neruda

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One thought on “è una casa così grande l’assenza

  1. cara Caterina, GRAZIE. GRAZIE PER QUELLO CHE SCRIVI, per come hai sempre risposto a me e per come rispondi agli altri. La tua è una disponibilità inedita.

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