tempo massimo

Non riesco a spiegare loro, che anche se sono passati 9 mesi ormai io soffro ancora. Non me la sento. Non ce la faccio. Il fallimento della mia convivenza brucia ancora. Io soffro. E non trovo conforto. Giada

E’ vero, è come se la gente che hai attorno fosse disposta a tollerare un tempo definito di lamentele. Il tempo varia ovviamente in base alla profondità dell’amicizia. Il fatto è, comunque, che la gente si aspetta che tu soffra al massimo per cinque mesi, ma MASSIMO MASSIMO eh. Poi gli sguardi complici, empatici diventano sguardi di compianto, di fastidio. Io sinceramente li odiavo, e quindi a un certo punto ho iniziato a scrivere qui e parlare sempre meno nel mondo reale di quanto io effettivamente stessi male. Mia mamma mi diceva “Nessuno vuole una persona triste vicino. Ti vedi da sola ma non lo sei, hai ancora molti amici ma prima o poi si stancheranno di vederti così. Non perchè non ti vogliano bene, ma perchè tutti hanno dei problemi, e dopo un po’ ad ascoltare sempre quelli degli altri, tra l’altro ripetuti per l’ennesima volta, ci si stanca.” Ecco. Non dico che sia stata quella la svolta, ma più o meno. Continuare a crogiolarmi non aveva nessun senso se non quello di peggiorare le cose. Questo non significa che inizialmente (per almeno 3 mesi) io non abbia analizzato tutti i dettagli con le mie amiche/amici/familiari e non significa nemmeno che non abbia perfino dedicato la mia notte di capodanno a ricordi tristi, con una povera amica vicina che mi sosteneva. Una Santa. Vuol dire che poi ho semplicemente smesso. Non perchè non ne sentissi il bisogno, e nemmeno per fingere quello che non ero (felice) ma per non complicarmi ulteriormente la vita. Il blog mi ha aiutato molto, gli incontri con una psicologa pure e anche la decisione di appuntarmi ogni giorno su un diario momenti di pura felicità di cui potessi parlare. Un giorno vi posterò un’immagine. Alcuni giorni non volevo farlo, ma è servito come esercizio davvero anche obbligarsi a ripercorrere la giornata e trovare un momento “degno”, una lettura, un libro, un caffè con un’amica, un messaggio, un nuovo fiore in giardino. Poi le cose sono diventate più interessanti: un paesaggio nel Chianti in Toscana, un tuffo in piscina, una discesa sulla neve, un bacio di Giacomo (anche se non ero sicura di volere davvero Giacomo, il bacio mi era piaciuto), un ballo sotto le stelle ad un matrimonio (non importa se prima di andare avevo pianto! mentre ballavo ero felice!). E’ importante scindere i momenti, anche per te, per riconoscere che la tristezza non è la cifra che ti definisce, che ci sono anche momenti felici, che devi scoprire. MA SONO SICURA CHE CI SONO! E 9 mesi passati a vedere solo il nero sono decisamente troppo, 9 mesi passati ad affliggere gli altri con facce da funerale sono davvero lunghi. Non pensarmi una stronza, io LO SO cosa si sente, ma non devi permettere a quello che ti è capitato di rovinarti ulteriormente la vita. che è unica, preziosa e tua.

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