ce l’ho fatta

calicanto_ng8Avete inteso che fu detto: “Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico”;
ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori,
perché siate figli del Padre vostro celeste, che fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti.
Infatti se amate quelli che vi amano, quale merito ne avete?
E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario?

Ecco a me sta storia di amare i nemici mi ha sempre lasciata perplessa. Forse perchè non ho mai fatto esperienza di veri nemici; per anni i miei “nemici” non sono mai stati dei grandi nemici, magari erano solo persone a cui non stavo simpatica, e a cui io ricambiavo il favore, semplicemente evitandoli.

Non ho mai realmente provato odio per qualcuno, credo, fino a quando ho scoperto la doppia vita di FS. Credo di non aver nemmeno odiato la ragazzetta che mi tiranneggiava con un gruppo di bulli alle medie (una delle ragioni per cui sono diventata insegnante, e per cui lei poi è diventata una spacciatrice). Ero intimorita, spaventata ma non la odiavo.

Fino al 2014, pensavo davvero di non poter “odiare” qualcuno, essere infastidita sì, provare rabbia, sì. Una rabbia davvero passeggera. Credo di non essermi arrabbiata con qualcuno per più di 24 ore. E difficilmente ho tenuto musi lunghi, forse non per virtù ma perchè semplicemente mi costano moltissima fatica. E’ un impegno apparire duri, superiori, chiusi in una superiorità che esige le scuse dalla controparte!

Pensavo, quindi, che un sentimento assoluto come l’odio non mi potesse appartenere. E invece quello che ho provato per un anno intero dopo la fase: amore-disperazione è stato ODIO verso FS. Non ne vado fiera ma ogni volta che pensavo a FS provavo una fitta d’odio. Puro odio, quasi fisico. Lui mi ha rovinato la vita, lui mi ha rovinato la carriera, lui mi ha ingannata, mi ha devastata, mi ha tolto la parte fiduciosa, spontanea, allegra. Lui mi ha abbandonato come un cane quando io avevo bisogno di lui. Lui ha preso in giro i miei genitori. Lui ha portato a casa nostra l’altra mentre parlavamo dei preparativi del matrimonio. Lui è stato subdolo e meschino. Lui non voleva impegnarsi, preferiva la ventenne (che poi è rimasta incinta, tra l’altro!). Lui che piagnucola di fronte alle nuove responsabilità e vede in me la via di fuga quando due anni prima ero io la persona da cui fuggire. Io lo odio e continuerò ad odiarlo. E ad odiarlo mi ha insegnato lui.

Questo più o meno ogni volta che ci pensavo. E un po’ mi sentivo in colpa per l’intensità del mio odio.

Oggi sono andata a Messa e c’era questo Vangelo. Ero felice perchè è primavera qui e il monastero è sopra ad una collina e la passeggiata era stata meravigliosa. Ci sono giorni in cui siamo più disposti ad ascoltare.

E il prete dice che ci dobbiamo indignare di fronte a quel Vangelo. Che è la prima umanissima reazione. Come posso amare chi mi odia? Chi mi ferisce?

Beh è complicato quello che è successo dopo. Non ho più ascoltato il prete e ho pensato tante cose, a tutte le cose che sono successe. Al dolore. A tutto il bene che mi è arrivato dal dolore. E ho ringraziato, per quello.

Non ringrazierò mai FS per avermi lasciato ma l’ho perdonato. Non so se magari serva a lui. Ma a me sì. Io oggi FINALMENTE l’ho lasciato andare, ho sciolto quell’odio che rendeva me una persona peggiore. E ho capito, DAVVERO, che sarò pure capace di provare sentimenti indegni, come l’odio, ma sono anche capace di superarli. E che è un sollievo non provare più odio. E lasciare spazio al perdono.

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11 thoughts on “ce l’ho fatta

  1. Quanto ti capisco: ci sono voluti 3 mesi ed una psicologa per farmi capire che avevo DIRITTO di essere arrabbiata. Che la collera che provavo era normale e fisiologica.
    Ora ogni volta che mi sembra di averne smaltita un po’ lui in un modo o nell’altro la alimenta, mi ha portato ad odiare, ad odiarlo.
    Credo che per le persone come me o come te che non sono fatte per serbare rancore prima o poi questo brutto peso si sganci e quanto ti invidio perché ne sei finalmente libera!
    L’anima ha allontanato da te questa persona che ormai non é più funzionale. Poteva fare meno male? Forse si, forse no, ma credo ti abbia avvicinato anche tanto altro ed in meglio.

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  2. Ci sta: qualcuno ti fa male – te ne deve fare parecchio – lo odi (se non lo odiassi non avresti modo di uscire dai tuoi sentimenti per lui), poi quando l’odio passa rimane – almeno, da parte mia – quasi tenerezza: “Ma sì dai, poverino”. L’odio è solo un mezzo, una fase che si attraversa.
    Poi una persona che ti ha già fatto tutto il male possibile, ha esaurito pienamente il suo potere su di te, questa è una cosa che a me diverte molto, perché tu che non gli hai fatto niente di male, resterai sempre un seme vivo nella sua testa.
    Contrappassi.

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  3. Cat, io oggi ti invidio un po’…non perché non abbia smesso di odiare, forse non l’ho mai odiato veramente. Forse non ne sono capace. Credo di non aver mai odiato nessuno, tanto meno il marito fedifrago… ma ancora non ho imparato a lasciare andare. Ecco, è per questo che dopo aver letto il tuo post un po’ ti invidio. E’ qualcosa su cui lavoro oramai da quasi due anni e ancora non so cosa devo fare…
    Ho tralasciato un piccolo particolare: il fedifrago da circa un anno dice di amarmi e che vuole stare con me. Sono stata per un po’ con il piede in due staffe e poi ho mollato la situazione più semplice da mollare. E ho deciso di buttarmi a capofitto con lui, per capire, per andare sino in fondo ai miei sentimenti. Ma ancora non ci sono riuscita. E intanto il tempo passa.
    A volte tutto ciò sembra meraviglioso. Altre volte un incubo.

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  4. Brava, non è mai facile perdonare, nè tantomento è ovvio che accada. Io sono una da risentimento, e so quanto sia la cosa peggiore per se stessi (se l’altra persona ci ha fatto soffrire non penso verrà molto colpita dalla nostra rabbia).
    Che poi questo “peso” è normale, e per un periodo iniziale trovo sia anche una sorta di diritto; ma superarlo vuol dire star bene nella situazione in cui si è, ed è la cosa più importante.

    Alice

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  5. Cat, quanto del tuo perdono dipende dal tuo nuovo inizio e quanto del tuo nuovo inizio dipende dal tuo perdono? Mi spiego meglio: saresti riuscita a “lasciarlo andare” con tutto il carico d’odio se ora non avessi Giacomo, se non vedessi la possibilità di crearti una famiglia come hai sempre desiderato, se fossi ancora in una situazione in cui incolpare lui di averti “rovinato la vita”? O, da un diverso punto di vista, saresti mai riuscita a trovarti in questa situazione di rinascita se avessi ancora addosso la pesantezza di quel carico d’odio? Qual è la causa e qual è l’effetto?
    Un abbraccio 🙂

    Marco

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