finali alternativi (1)

In questi anni (più di due) ormai, molte persone hanno commentato o mi hanno inviato email. Statisticamente, la stragrande maggioranza raccontava storie già finite, in cui era esaurito tutto almeno da parte di uno dei due. Molte ragazze soprattutto mi hanno raccontato di attese che alla fine non hanno portato a nulla, e in cui, purtroppo io mi sono riconosciuta.

Tornando indietro lo aspetteresti così tanto? O butteresti tutto all’aria? Mi ha chiesto una lettrice in una mail. Io non mi sono pentita della mia attesa, è stata un’attesa fiduciosa anche se con momenti di sconforto ma davvero non volevo lasciare nulla di intentato.

Se avessi saputo che c’era un’altra l’avresti aspettato? No. Lo ammetto.

Ma ci sono anche finali alternativi. Quando io e FS ci siamo lasciati gli avevo proposto una terapia di coppia, dopo un mese in cui eravamo in case separate e lui mi diceva che ci doveva ancora pensare. Lui ha rifiutato. Lo stesso è successo quando gli ho proposto la strada di Retrouvaille : ne avevo sentito parlare e mi aveva incuriosito. Si tratta di

“un servizio esperienziale offerto a coppie sposate o conviventi che soffrono gravi problemi di relazione, che sono in procinto di separarsi o già separate o divorziate, che intendono ricostruire la loro relazione d’amore lavorando per salvare il loro matrimonio in crisi, ferito e lacerato”.

Io ero convintissima, mi sembrava, leggendo le testimonianze che potesse essere una strada percorribile. Ce la potevamo fare. Ovviamente in questi casi bisogna avere la volontà di farlo, e FS non ne aveva più. Se l’avessi scoperto prima l’avrei proposto fin da subito, magari qualcosa avremmo potuto salvare. Ma tant’è. Per questo quando qualcuno mi racconta una storia finita da poco gli consiglio di provare Retrouvaille. Proprio perchè io avrei proprio voluto farlo e molte coppie hanno trovato sollievo grazie ai loro programmi.

Provare tutte le vie possibili è uno spreco di tempo? E’ vero nel mio caso non è servito ma io credo che una relazione si fondi in maniera uguale su amore e impegno e che entrambi si alimentino a vicenda.

Ha senso aspettare se la persona che amiamo ha un’altra relazione? No, io credo di no. In questo caso non credo che abbia senso. Altra storia è quella di un tradimento. Lì dobbiamo davvero capire soprattutto noi stessi: quanto siamo disposti a perdonare, e soprattutto quanto siamo capaci di fidarci di nuovo. Anche qui, se il pentimento è sincero è fondamentale farsi aiutare nel cammino di risanamento.

Quanto aspettare se il partner ci chiede una “pausa” o se la relazione è finita per ragioni non determinanti? Dipende dalle storie, da quanto durava la relazione, dalle ragioni della separazione. L’importante è che il tempo di attesa non sia un tempo morto, ma un tempo vivo, fatto di riflessione, di passi verso l’altro e verso di noi, un cammino di conoscenza di sè e dell’altro. Dipende dal nostro amore. Ma non deve mai essere una sottrazione di vita.

 

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